Dipartimento di Fisica e Geologia

Il pantografo permette di riprodurre disegni in scala diversa, sia rimpicciolendoli che ingrandendoli. Si basa sull'operazione matematica chiamata omotetìa. Conosciuto già nell'antica Grecia, è stato descritto per la prima volta da Erone di Alessandria. È composto da 4 aste rigide di lunghezza diversa ma uguali a coppie, unite tramite delle cerniere a formare un parallelogramma. Le cerniere sono regolabili per ottenere il rapporto di scala desiderato.Sono presenti tre punte necessarie al disegno: due di esse sono in corrispondenza delle estremità libere delle aste lunghe, la terza è in corrispondenza della cerniera tra le aste corte e si trova sempre in mezzo alle precedenti. Una delle estremità viene fissata al piano da disegno e funge da centro di omotetìa, le altre due sono mobili e vengono configurate in base alla scala che si vuole ottenere. Per ingrandimenti, la punta intermedia (chiamata "puntatore") segue il disegno originale e quella esterna (chiamata "tracciatore") ne disegna la riproduzione; scambiando la posizione di puntatore e tracciatore si ottengono invece riduzioni in scala.