

Gli emisferi di Magdeburgo sono una coppia di emisferi di ottone con bordi perfettamente combacianti e provvisti di un collare per bloccarli trasversalmente. Uno di essi ha un tubo con una valvola, che può essere collegato a una pompa d'aria. Quando vengono incastrati tra loro e viene aspirata via l'aria, al loro interno si forma il vuoto: il tubo può essere staccato e gli emisferi restano saldati tra loro grazie alla pressione atmosferica.
Furono progettati nel 1650 da Otto von Guericke, borgomastro di Magdeburgo, che con essi volle fornire una dimostrazione del funzionamento della macchina pneumatica da lui inventata e del concetto di pressione atmosferica.
La forza che li tiene uniti è uguale all'area descritta dal loro bordo moltiplicata per la differenza di pressione tra l'interno e l'esterno.
Gli emisferi originali hanno un diametro interno di circa 60 centimetri: nel caso mostrato da von Guericke era in gioco una forza di circa 20.000 N (l'equivalente della forza necessaria per sollevare una massa di due tonnellate), tale da tenere assieme gli emisferi anche se tirati in versi opposti da due schiere di quindici cavalli ognuna.